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Monachesimo
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Il mwcgmonachesimo (mwcwin greco antico μοναχός?, monachós, "persona solitaria") è un complesso fenomeno mwdareligioso per cui una persona che ha effettuato il mwdqvoto rinuncia ai piaceri terreni per una completa dedizione alla propria mwdgspiritualità. Riguarda i mwdwmonaci, al maschile, e le mweamonache, al femminile; tipicamente, essi vivono in una comunità con delle mweqregole precise, separata dal mondo esterno.cite-ref-1[1]

Esso fonda le sue radici in mwfwOriente: la prima attestazione conosciuta è quella del mwgabuddismo Theravāda, risalente a circa venticinque secoli fa. Più in generale, nel mwggbuddismo la pratica è considerata parte del mwgwmwhaTriratna, particolarmente propizia alla meditazione come elemento fondamentale della pratica.

Molte religioni hanno creato elementi monastici: mwhgcristianesimo, mwhwinduismo, mwiabuddhismo, mwiqgiainismo, mwigtaoismo.

Contents

Note

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Monachesimo asiatico

Nell'Oriente mwlaasiatico, vi è un vasto ed articolato fenomeno che comprende numerose religioni (mwlqinduismo, mwlggiainismo, mwlwbuddhismo, mwmataoismo) e numerose nazioni (mwmqGiappone, mwmgCina, mwmwIndonesia, mwnaMyanmar, mwnqIndia, mwngTibet, ecc...)cite-ref-autogenerato1-2-0[2]

Nell'mwpaInduismocite-ref-autogenerato1-2-1[2]cite-ref-3[3]cite-ref-4[4]cite-ref-5[5]cite-ref-6[6] il fenomeno è legato sia a determinati stadi della vita, quali il mwuqmwugsannyāsa, durante il quale si pratica la rinuncia e la povertà, sia alla scelta di praticare la rinuncia per dedicare l'intera vita alla spiritualità: è il caso dei mwuwmwvasadhu. Tali pratiche, testimoniate nei mwvqVeda, risalirebbero al mwvg2000 a.C.

Nel mwwagiainismo l'esperienza monastica assume particolare importanza. Nel mwwq79 d.C. uno scisma produsse le due scuole principali, attive ancora adesso: a partire da quella data si distingue tra monaci mwwgmwwwdigambar ("vestiti di cielo"), che rinunciano a qualsiasi possesso, compresi vestiti, e mwxamwxqshvetambar ("vestiti di bianco").

Monachesimo cristiano

Mentre le invasioni barbariche rendevano drammatiche le condizioni di vita delle popolazioni dell'mwaaImpero romano d'Occidente, andarono costituendosi e prendendo vigore diverse istituzioni ecclesiastiche e religiose, che presto si sarebbero rivelate forze costruttive di una nuova civiltà. Tra esse il monachesimo, nei secoli che vanno dal mwaqIV all'mwagVIII, è forse la più importante.

Il monachesimo europeo proviene dal mwbaMedio Oriente; infatti l'ascetismo religioso e la vita monastica non sono peculiari del cristianesimo, ma rappresentano forme in cui l'anima ha cercato in ogni tempo di tradurre la propria sete del divino. Nel mwbqIV secolo, in mwbgEgitto, in mwbwPalestina e in mwcaSiria, sulla scia di mwcqAntonio il Grande e di altri mwcgPadri del deserto, specialmente di san mwcwPaolo di Tebe, la vita del quale scrisse mwdasan Girolamo (è il primo scritto monastico latino in assoluto)cite-ref-7[7], si fecero sempre più numerosi coloro che abbandonavano completamente il mondo per vivere nella solitudine (mweqeremos, da cui il termine di mwegeremita, per indicare gli asceti viventi nel deserto) oppure per associarsi insieme in comunità o mwewcenobi (dal termine greco mwfakoiné mwfqbios, indicante vita in comune), onde ricercare una comunione più intensa con Dio ed innalzarsi verso la santità. In ambito cristiano, mwfgAntonio il Grande è considerato l'iniziatore della via eremitica e mwfwPacomio di quella cenobitica.

La produzione letteraria del mondo monastico cristiano d'Oriente, in ambienti pervasi da una così fervida tensione religiosa, fu caratterizzata dall'mwgqascetismo e da una spiritualità mwggorigeniana.cite-ref-8[8]

Il monachesimo viene preceduto dall'mwiaanacoretismo: i fedeli più intransigenti, spinti da una forte vocazione si separavano dal resto delle comunità per meglio avvicinarsi a Dio, seguendo lo stile di vita di Cristo. Gli anacoreti o eremiti sono coloro che rinunciano completamente al mondo, scegliendo una vita fatta di silenzio e di preghiera, per tendere alla perfezione attraverso la penitenza. Esempi di vita eremitica sono, nell'mwiqAntico Testamento, mwigElia, nel mwiwNuovo, mwjasan Giovanni Battista. Lo stesso mwjqGesù condusse vita eremitica nel deserto per quaranta giorni prima di iniziare la sua predicazione. Il monachesimo degli albori si fonda sulla libertà individuale del monaco, che liberamente sceglie la vita solitaria. Ma ben presto si diffuse il sistema delle regole. La regola era posta dal maestro e aveva lo scopo di organizzare la vita comunitaria. Tra le regole più famose si ricorda quella di mwjgsan Benedetto da Norcia, esemplificata nel motto: mwjwOra et labora ovvero prega e lavora.

I monaci nell'Europa Orientale si davano con fervore, che talora rasentava la frenesia, ad intense pratiche mwkqascetiche (dal greco mwkgaschesis=esercizio), le quali univano alla preghiera ed alla meditazione ogni sorta di mortificazioni della carne, talora durissime o stravaganti addirittura, come l'astensione dal cibo, dal sonno o dal lavarsi per periodi più o meno lunghi, oppure l'infliggersi flagellazioni e torture. Tra questi, particolari furono gli mwkwstiliti e i mwladendriti che trascorrevano la loro vita rispettivamente su una colonna e su un albero.

Il monachesimo rappresentò in sostanza una grande rivolta dello spirito autenticamente cristiano contro il pericolo di mondanizzazione della Chiesa. Come tale, esso costituì per secoli la grande riserva di forze spirituali della Chiesa ed ebbe importanza storica decisiva nello sviluppo della civiltà cristiana nel mondo mediterraneo. Dopo il mwlgIV secolo il monachesimo cominciò a diffondersi in Occidente: mwlwGirolamo a mwmaRoma, mwmqAgostino in mwmgAfrica, mwmwSeverino nel mwnaNorico, mwnqPaolino a mwngNola, mwnwMartino e mwoaGiovanni Cassiano nella mwoqGallia si fecero promotori dell'ideale monastico (sull'esempio di quello orientale) e monasteri famosi sorsero nel mwogV secolo a mwowTours e ad mwpaArles ad opera dei vescovi mwpqCesario e mwpgAureliano (autori d'importanti Regole).

mwqaCassiodoro, il ministro di mwqqTeodorico, fallita la sua politica di fusione tra Romani e mwqgGoti, abbandonò la corte gotica, si rifugiò nei suoi possedimenti nella natia mwqwCalabria e verso il mwra554 fondò un mwrqmonastero a mwrgVivarium, in cui trascorse gli ultimi anni della sua vita. A dare al monachesimo del cristianesimo cattolico la sua particolare fisionomia operosa, in confronto a quello del mwrwcristianesimo ortodosso, più portata alla mwsacontemplazione e all'mwsqascetismo, fu però un giovane, discendente da una famiglia della piccola nobiltà provinciale dell'mwsgUmbria: mwswBenedetto da Norcia, vissuto a cavallo tra il mwtaV e il mwtqVI secolo. Ritiratosi a vita mwtgeremitica a mwtwSubiaco, Benedetto aveva visto crescere attorno a sé un gruppo di seguaci, insieme ai quali, trasferitosi successivamente nelle vicinanze di mwuaCassino, aveva fondato il mwuqmonastero di mwugMontecassino, il più importante centro monastico dell'Occidente. All'incirca negli stessi anni in cui i giuristi bizantini, per ordine di mwuwGiustiniano, lavoravano alla sistemazione del mwvadiritto civile romano nel mwvqmwvgCorpus iuris civilis, San Benedetto gettava le fondamenta della nuova società monastica, con la compilazione della sua mwvwRegola.

La regola benedettina è informata tutta allo spirito pratico dell'antica Roma, fondendolo armonicamente con la mwwqspiritualità cristiana. Per Benedetto i monaci non debbono essere soltanto dei contemplanti: il loro motto dovrà essere mwwgmwwwora et labora. La regola fu scritta originariamente per il solo monastero di Montecassino, dopo la mwxadominazione longobarda riprenderà la diffusione in Italia e poi nel mwxqIX secolo sarà via via esportata in tutta Europa grazie all'appoggio dell'imperatore mwxgCarlo Magno e dopo di lui l'imperatore mwxwLudovico il Pio incaricò mwyaBenedetto d'Aniane (750-821) di introdurre, riformare ed uniformare alla Regola benedettina tutti i monasteri europei che la adottarono come regola per eccellenza del monachesimo cattolico.

Mentre il mondo occidentale è sconvolto dalle mwyginvasioni barbariche, i monasteri creano un nuovo tipo di società basata, anziché sul concetto romano della mwywproprietà privata, su quello cristiano della mwzasolidarietà collettiva.

Il monaco irlandese mwzgColombano di Bobbio avviò un movimento monastico che coinvolse tutto il regno franco. Questo movimento, animato dai compagni irlandesi di Colombano, attirò numerosi nobili franchi e burgundi ed esercitò una notevole influenza sulla vita religiosa del tempo. Egli fu monaco a mwzwBangor (Irlanda del Nord), fondò i monasteri di mw0aLuxeuil-les-Bains e mw0qBobbio, ed è ritenuto il più significativo rappresentante dell'Europa continentale del monachesimo iro-scozzese. Certe sue osservanze furono adottate, mescolate a quella gallica antica e benedettina, da vari monasteri europei.

Proprio nel corso dell'mw0wVIII secolo si ebbe nell'economia dell'mw1aItalia mw1qlongobarda un'accentuata tendenza alla formazione di estese proprietà fondiarie, concentrate nelle mani dei grandi signori laici o delle chiese. Parte cospicua di questa concentrazione della proprietà andò a vantaggio dei grandi monasteri colombaniani, accrescendone l'importanza. In linea di principio, almeno, i beni degli enti religiosi erano inalienabili e gli abati dei monasteri spesso amministratori capaci.

Ciò condusse alla diffusione di nuovi sistemi di conduzione dei fondi, che molto giovarono alla graduale ricostruzione della ricchezza fondiaria. Tra questi da citare i "mw1wcontratti di livello" (così detto dal mw2alibellum - libretto - sul quale stavano scritti i patti del mw2qcontratto), per cui un fondo veniva ceduto in uso ad un coltivatore, in cambio di un canone, per lo più in natura, o quelli di mw2genfiteusi, per cui un fondo era ceduto per lunghissimo tempo ad un minimo canone annuale, a patto che il coltivatore v'introducesse delle migliorie. Così allo spopolamento dei secoli precedenti cominciò a subentrare una maggiore densità di coltivatori nelle campagne, unita ad una rinascita delle colture specializzate, come quella della mw2wvite e dell'mw3aolivo, in luogo del pascolo e della mw3qcerealicoltura estensiva.

In mezzo ad un'età di sovrani analfabeti e di regresso della civiltà, nei monasteri colombaniani di derivazione irlandese gli mw3wamanuensi negli mw4amw4qscriptoria, continuano a copiare su mw4gpergamena, come da antica tradizione irlandese, le opere degli scrittori antichi cristiani e pagani. Nei monasteri convivono quindi pacificamente insieme romani e barbari, affratellati dalla comune fede e dalla comune obbedienza alla Regola. I monasteri costituiscono, per tutto il mw4wMedioevo, importanti centri di diffusione culturale.

Accanto a quello di Montecassino, distrutto in epoca longobarda e poi ricostruito in seguito, sorsero numerosi monasteri di varia regola, fra cui emergono per importanza quelli di mw5qBobbio, fondato nel 614, mw5gNonantola e mw5wPomposa nell'mw6aEmilia-Romagna, di mw6qPolirone (mw6gMantova), di mw6wPraglia (mw7aPadova), di mw7qFarfa nella mw7gSabina, di mw7wSan Vincenzo al Volturno nell'mw8aItalia meridionale, nel 726 della mw8qNovalesa in mw8gVal di Susa (mw8wPiemonte) dove sorse anche la mw9aSacra di San Michele. Questi mw9qcenobi accolsero tra le loro mura tanto i latini quanto i barbari, favorendo la fusione dei due popoli, mantennero in vita le tradizioni culturali dell'antichità e del cristianesimo, favorendo la diffusione della civiltà romana tra i mw9gLongobardi.

Molto importanti, nell'ambito del monachesimo, furono l'mw-aAbbazia di San Gallo, l'mw-qAbbazia di Melk, mw-gHeiligenkreuz e mw-wKlosterneuburg in mw-aAustria; l'mw-qAbbazia di Fulda in mw-gGermania e il mw-wMont Saint Michel in mwaqaFrancia.

Nel contesto di un nascente interesse per la vita religiosa femminile, il canone XIII del mwaqiConcilio Lateranense IV del 1215 stabilì che qualsiasi casa religiosa, monastero o fraternità dovessero adottare una regola fra quelle approvate fino all'epoca. Nello stesso anno, la chiesa di mwaqmSan Damiano in Assisi ospitò la prima comunità benedettina femminile e la prima forma di francescanesimo femminile, fondata da santa mwaqqChiara d'Assisi che ne assunse il titolo di badessacite-ref-9[9].

Monachesimo irlandese

Un grande centro di civiltà monastica sorse nel mwaqwV secolo nell'mwaq0Irlanda e da lì si allargò nell'mwaq4Inghilterra, con i cenobi di mwaq8Armagh, di mwaraIona, di mwareYork. I monaci irlandesi si diressero in seguito verso la mwariGermania, le Gallie e l'mwarmItalia, convertendo pagani ed mwarqariani e fondando sempre nuovi monasteri. Tra questi ultimi da citare quelli di mwaruLuxeuil, fondato in mwaryFrancia, e di mwarcBobbio, fondato in mwargItalia, entrambi dall'abate mwarkSan Colombano, e inoltre quello del discepolo e compagno di Colombano, mwaroSan Gallo, costruito dai suoi compagni nell'odierna mwarsSvizzera ed operante nel vasto territorio mwarwalemanno. Anche i monaci irlandesi coltivarono attivamente studi letterari o religiosi, come testimonia la copia dei mwar0manoscritti di autori classici o cristiani lasciata dai loro amanuensi e la fantasiosa ricchezza delle mwar4miniature che li adornano. I monaci irlandesi contribuirono alla formazione della cultura europea dell'mwar8età carolingia.

Note

cite-note-11. citereftreccani-monachesimo-dizionario-di-storiamwasymwascMonachesimo, in mwasgDizionario di storia, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010. mwaskURL consultato il 20 novembre 2025.
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cite-note-33. P. Trianni, mwatmIl samnyasa cristiano-indu: Monchanin discepolo di Brahmabandhav Upadhyaya (1861-1907) in: AA.VV., La mistica, luogo d'incontro tra cristiani e hindumwatq, Edizioni Camaldoli, Camaldoli (AR) 2006, 89-119
cite-note-44. mwatgmwatkmwatomonachesimo nell'Enciclopedia Treccani, su mwatstreccani.it. mwatwURL consultato il 14 gennaio 2022.
cite-note-55. D. Acharuparambil, mwauaIl monachesimo nella tradizione indù, in Aa.Vv., mwaueIl monachesimo nel terzo mondo, Ed. Paoline, Roma 1979, pp. 163-189.
cite-note-66. R. Panikkar, mwauuParivrajaka: la tradizione del monaco in India, in H. Le Saux, O. Baumer-Despeigne, R. Panikkar, mwauyAlle sorgenti del Gange. Pellegrinaggio spirituale, mwaucSotto il Monte, Servitium, 2005, pp. 179-194.
cite-note-77. La prima edizione critica della mwausVita S. Pauli monachi Thebaei è stata pubblicata da Bazyli Degórski (ed.), mwau0Edizione critica della «Vita Sancti Pauli Primi Eremitae» di Girolamo, Roma, "Institutum Patristicum "Augustinianum", 1987; traduzione italiana: Bazyli Degórski (ed.), mwau4San Girolamo. Vite degli eremiti: Paolo, Ilarione, Malco, Collana di Testi Patristici, 126, Roma, Città Nuova Editrice, 1996, pp. 63-89.20. Cf. anche Bazyli Degórski (ed.), mwau8Hieronymi historica et hagiographica. Vita Beati Pauli monachi Thebaei. Vita Hilarionis. Vita Malchi monachi captivi. Epistula praefatoria in Chronicis Eusebii Caesariensis. Chronicorum Eusebii Caesariensis continuatio. De viris inlustribus. In Regulae S. Pachomii versionem praefatio Girolamo. Opere storiche e agiografiche. (mwavaVita di san Paolo, eremita di Tebe. Vita di Ilarione. Vita di Malco, l'eremita prigioniero. Prefazione alla traduzione delle Cronache di Eusebio di Cesarea. Continuazione delle Cronache di Eusebio di Cesarea. Gli uomini illustri. Prefazione alla traduzione della Regola di Pacomio) [= mwaveHieronymi opera, XV (mwaviOpere di Girolamo, XV), Roma, Città Nuova, 2014, pp. 73-115).
cite-note-88. Umberto Albini, mwavyFritz Bornmann, Mario Naldini, mwavcManuale storico della Letteratura greca, Le Monnier, Firenze, 1977, p. 479.
cite-note-99. mwavsArianna Pecorini Cignoni, mwavwmwav0Gregorio IX e il francescanesimo femminile: il monastero di Ognissanti in Pisa (mwav4mwav8PDF), in mwawaStudi francescani, XCV, n.mwawe 3-4, Reti Medievali, 1998, pp.mwawi 383-416, mwawmOCLCmwawq mwawu1140554763. mwawyURL consultato il 30 maggio 2020 mwawc(mwawgarchiviato il 30 maggio 2020). Ospitato su mwawkeprints.adm.unipi.it.

Bibliografia

• mwaw0Ivan Gobry, Storia del monachesimo, Roma, Città Nuova, 1991.
• mwaw8Salvatore Picoco, Il monachesimo, Bari, Laterza, 2003.

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Collegamenti esterni

• citereftreccani-itmonachesimo, su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.
• citerefdizionario-di-storiamonachesimo, in Dizionario di storia, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2010.
• citerefdss(IT, DE, FR) Monachesimo, su hls-dhs-dss.ch, Dizionario storico della Svizzera.
• citerefbritannica-com(EN) Agehananda Bharati e William Johnston, monasticism / religion, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• citerefcatholic-encyclopedia(EN) Monachesimo, in Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company.
• citereftreccani-monachesimo-enciclopedia-delle-scienze-socialiMonachesimo, in Enciclopedia delle scienze sociali, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1991-2001.